Buonasera,
oggi come altri giorni, meglio dire come sempre, mi imbatto in discussioni e riflessioni derivati dalla lettura di quotidiani vari dove grondano fatti inzuppati di perbenismo, falso perbenismo a dire il vero.
Diciamo la verità, come si può ogni volta dire "era un bravo ragazzo", "sembrava una persona dalla testa a posto o di sani principi" o altre mille frasi fatte, disgustose a mio dire, quando decedono improvvisamente in maniera più o meno assurda.
Io la definisco "SELEZIONE NATURALE".
Ben venga il nero mietitore sul capo di incoscienti che guidano ubriachi o su ragazzini sedicenni che si sfracellano a folli velocità su 125 senza casco e senza patente nei dintorni di Napoli o mille altri esempi simili.
Suvvia, non siate perbenisti: se la son cercata e con la loro autoeliminazione si ottengono maggiori benefici per tutta la società: persone socialmente "pericolose" non inquinano la Terra coi loro geni strabccanti di idiozia con conseguente miglioramento della specie umana.
Per non parlare poi dei costi sociali che han questi individui coi loro comportamenti sconsiderati specialmente sulle strade...famiglie di persone innocenti stroncate, riabilitazioni psico-fisiche, risistemazione del luogo dell'incidente ecc ecc; un costo enorme.
Propongo (ovviamente in maniera scherzosa e provocatoria) per queste persone di creare delle piste, spesso rettilinee, piene di ostacoli in cemento armato (mi spiace per i poveri platani presi come bersaglio) dove la gente va con la propria auto, moto, pattini o altro mezzo a rischiare la propria vita e nel migliore dei casi a terminarla senza danneggiare il prossimo perchè mi fan imbestialire le morti innocenti dettate dal caso, meglio dire dalla volonta dell'incosciente (sembra un ossimoro ma a rifletterci bene non lo è).
Ripeto e nonmi stancherò mai di dirlo: è OMICIDIO VOLONTARIO!
Uno sa benissimo che se beve alcolici, la qualità di guida è compromessa.
Partendo da questo semplice presupposto diviene un criminale se poi si mette al volante.
Non è un caso fortuito che guidi ubriaco, non è la "giustizia divina" o il "fato"che ha deciso che doveva mettersi alla guida, è lui che ha scelto, la sua (in)volontà di mettersi al volante della propria vettura senza averne i requisiti e mettendo a repentaglio la vita degli altri, ovviamente anche la sua.
A me non spiace proprio vedere questa gente piantata contro un muro, o giù da una scarpata; mi spiace solo per la povera pianta (innocente) che ha subito l'impatto.
Su, ammettetelo che la pensate come me; liberatevi da questo triste e patetico perbenismo.
Saluti
L.
mercoledì 26 agosto 2009
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